Interviste

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Intervista a Felice Serino (flymoon)

24/02/2012

 

 

Felice Serino, alias flymoon, è nato a Pozzuoli nel 1941. Attualmente vive a Torino.

Copiosa e interessante la sua produzione letteraria, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.

E’ stato tradotto in sei lingue.

Intensa e prolifera la sua la sua attività redazionale visibile anche on-line.

Scrive su vari blog, fra cui su My Space, sul trascorso Splinder e su WordPress al presente indirizzo http://sestosensopoesia.wordpress.com/

Alcune opere sono state pubblicate nel blog de La Mente e Il Cuore, prima che si trasferisse nella rosa

degli autori del nostro Salotto di Poesia e Letteratura La Mente e il Cuore

 

.

 

PREMI PRINCIPALI DI POESIA:

2° Premio Arno d’argento 92, Firenze, Entel Mcl

I° Premio Un Poeta per l’Europa 96, Firenze, Entel Mcl

I° Premio assoluto al Premio per la Pace 01, Cultura e Società, Torino

2° Premio al Concorso Omero-magna graecia 03, Napoli

3° Premio Santo Gringeri 03 – I luoghi del cuore, Pellegrino-Me

2° Premio al Concorso Artenuova 2004, Propata-GE

2° Premio Santo Gringeri 04 – I luoghi del cuore, Pellegrino-Me

I° Premio al Concorso Naz.le Ibiskos 2006, Empoli

2° premio a pari merito al “Premio Renato Milleri (Remil) – Poeta

dell’anno” 2007, per merito acquisito nel campo artistico-letterario

2° classificato ex aequo del gruppo dei finalisti al IV Premio “Per non

dimenticare Enrico Del Freo” – Centro ENTeL M.C.L. Massa – Carrara 2009

3° Premio Il Golfo 2010, Napoli

I° classificato “Il Golfo”, Napoli, febbraio 2011

 

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Tra i vari critici hanno scritto di lui:

Isabella Michela Affinito, Giorgio Bárberi Squarotti, Enrico Besso,

Nunzia Binetti, Reno Bromuro, Antonio Catalfamo, Maurizio Cucchi, Ezio

Falcomer, MarieChristine Fournier, Silvia Denti, Fabio Greco, Stefano

Jacomucci, Maria Lampa, Antonino Magri, Marco Merlin, Carlo Molinaro,

Sandro Montalto, Vincenzo Muscarella, Antonio Pugiotto, GianCarla

Raffaeli, Filippo Solìto Margani, Luciano Somma, Michela Zanarella,

Teresio Zaninetti.

Dopo aver letto alcune sue opere, ho desiderato conoscere meglio la sua personalità.

Gli ho scritto, invitandolo a concedermi un po’ del suo prezioso tempo, ha accettato con mia grande

soddisfazione e gioia.

Fra poco sarà qui tra noi e nell’attesa rileggo qualche sua poesia.

 

Proletari

 

distinzioni di classi

niente di nuovo la storia si ripete

noi pendolari voi vampiri

dell’industria che evadete il fisco

(imboscando capitali sindona insegna)

ed esponete le chiappe al solleone

sulla costa azzurra o smeralda

(lontani dal nostro morire -

in città-vortice sangue solare

innalziamo piramidi umane

per l’alba di mammona)

dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo

(burattinai per vocazione

di questa babele tecnocratica)

averci diseredati crocifissi

con bulloni a catene di montaggio

 

Da: IL CALENDARIO DEL POPOLO – Poeti operai

[numero monografico n. 730, maggio 2008]

 

 

Un’opera che, sebbene risalga agli anni 80, è sempre attuale per la forte denuncia e la profonda sofferenza espressa, oggi più che mai sentita dai lavoratori.

Nonostante sia rapita e assorta dalle mie riflessioni , odo suonare alla porta de La Mente e il Cuore,

vado ad aprire.

- Ciao Felice, aspettavo la tua gradita visita, prego accomodati, conosci già la strada.

- Sono onorato della gentile accoglienza.

- Il camino è acceso, fuori si gela ma qui il calore ammanta il nostro salotto come le nostre anime, è

davvero piacevole e confortevole quest’atmosfera, non trovi?

- Mi ci trovo veramente a mio agio. E’ un calore particolare, tra amici di penna.

- Sei una persona e uno scrittore molto conosciuto e stimato, immagino che la mia intervista non ti sorprenda…

- Sinceramente un po’ sì.

- Allora cominciamo, ti confesso che provo una certa emozione.

Cosa ti ha indotto a scrivere la tua prima poesia?

- Volevo provarlo a me stesso; ma i primi tentativi sono iniziati un po’ tardi, verso i 28 anni.

- Quali sono stati i sentimenti e le emozioni che hai provato in quel momento e per chi?

- Ero mosso da una strana spinta interiore, mai provata prima. I sentimenti che sentivo di esprimere erano dettati da un momento triste della mia vita: la perdita di mio padre.

- Puoi citarla?

- Veramente non ricordo un solo verso di quella poesia (se vogliamo chiamarla poesia).

- Ho letto alcune tue opere ed ho notato che spesso il soggetto è l’amore, definisci questo sentimento e

cosa rappresenta per te.

Vorrei definirlo con questi versi; amore come dono di sé, ma anche sacrificio e senso di giustizia.

 

come un bosco devastato

intristirono la tua infanzia

di pochi sogni

 

tra trame di tappeti e catene

ancora grida il tuo sangue nei piccoli

fratelli – il tuo sangue che lavò la terra

 

quel mattino che nascesti in cielo – dimmi –

chi fu a cogliere il tuo dolore adulto

per appenderlo ad una stella?

 

Questa splendida poesia, dal titolo Iqbal, dimostra una profonda attenzione verso i temi sociali, è un

interessamento che ti rende onore.

Cosa potremmo fare, secondo te, perché il mondo sia migliore e non dimentichi nessuno?

- Potremmo, e non solo a parole, immedesimarci negli altri, gli abbandonati, i derelitti, i senza tetto,

i senza lavoro… preoccuparci di più di essi con opere benefiche e di volontariato, anche se le soluzioni

ai problemi mondiali dovrebbero partire dall’alto…

- Può la poesia rappresentare un messaggio per il nostro prossimo?

 

ti so dolce presenza

-tu che visitavi i giardini

del cielo-

ti so dentro di me come

un amico o un figlio

( dal brano A Carlo Acutis)

 

Una magnifica dedica che ci fa comprendere il tuo credo, quindi hai fede in Dio?

- Il messaggio, in qualsiasi modo lo trasmetti, e specialmente nell’arte della scrittura, si può riassumere

nella parola amore, come condivisione con l’altro, come fede nella vita e nella creazione, nell’essere

spirituale, in Dio.

- Hai mai incontrato un angelo su questa terra? In chi l’hai visto?

- Un angelo non l’ ho mai incontrato, ma l’ ho visto nello sguardo di un mendicante all’angolo della strada, con ali invisibili e con un cane a fargli compagnia.

- A quale personaggio femminile della storia o della letteratura scriveresti d’amore?

- A Simone Weil, che ammiro moltissimo e la cui figura mi ha ispirato più di una poesia.

- La vita è poesia, sei d’accordo?

- Certamente, meravigliosa e drammatica insieme.

- Ed è anche un insieme di momenti di luce ed ombra, qual’è il tuo attimo impresso nella mente e nel cuore in modo particolare?

- Non saprei. Ma un attimo particolare impresso nel cuore resta senz’altro il momento (tardivo) in cui ho

conosciuto mia moglie, e la mia vita ha avuto una svolta.

- Hai scritto una poesia a riguardo? Vuoi condividerla?

Certo. Eccola:

 

MOMENTO

ad Angela

 

[ispirata in dormiveglia il 28.10.2007,

a 48 ore dal mio 66° genetliaco]

 

torpore:

velo di tenebra sugli occhi

mano che ti muore nella mano

 

ed è bellezza anche questa:

minimo ritaglio dell’eterno

 

- Attribuisci un aggettivo o una sensazione ai quattro elementi, fuoco, terra, aria, acqua.

- Mi sono interessato un po’ di astrologia, anni fa. Gli elementi, in sintesi, sono la vita, l’universo: il fuoco è ardore, la terra concretezza, l’aria dispersione, l’acqua introspezione e sensibilità.

- Quale di questi elementi paragoneresti a te stesso, al tuo poetare e perché?

- Senza dubbio all’elemento acqua (appartengo al segno dello scorpione, acqua come elemento):

sensibilità e profonda introspezione sono peculiarità del mio poetare.

- Se dovessi rivolgerti ai tuoi lettori, a cuore aperto, cosa gli diresti?

- Mi sento gratificato della vostra attenzione e dei vostri elogi, che non sento di meritare.

- E ai giovani?

- La cultura è un elemento basilare nella vita; non si finisce mai di imparare, di conoscere. Leggere

sempre, non disperdersi in cose futili che lasciano il tempo che trovano.

- Quanto ti ha dato la poesia?

- Tanto. Da oltre quarant’anni mi dedico alla poesia, dalle prime stroncature di giudizi ad alcune

affermazioni in concorsi, che mi hanno dato lo sprone dopo periodi di delusioni. Devo dire che sono stato ripagato abbondantemente. La poesia mi ha sollevato anche da alcuni periodi di depressione, quindi sono io che devo molto a lei.

- A quale scrittore ti senti più vicino e perché?

- Mi sento vicino, con le debite distanze, al grande Jorge Luis Borges. Un poeta surreale e visionario, i cui temi riconducono all’Enigma, all’Infinito, al chi-siamo-dove-andiamo (“… presto saprò chi sono” è un suo verso che mi affascina).

- La MC ti gratifica?

- Si, mi gratifica molto perché ho incontrato persone speciali con cui confrontarmi.

- Cosa vorresti esprimere alla nostra redazione?

- Un semplice ma grande grazie insieme a molta riconoscenza a tutto lo staff!

- Felice, secondo te cosa è preferibile, amare e soffrire o non amare per non penare?

- Certamente amare anche soffrendo, altrimenti la vita non avrebbe finalità né senso.

- C’è davvero una netta differenza fra sogno e realtà?

- No, secondo il mio sentire, non esiste una netta differenza, dal momento che ritengo la realtà nient’altro che un’apparenza (“la scena del mondo”, come dicono i Vangeli), una rappresentazione, come il sogno, appunto.

- Immagina di dover partire improvvisamente, cosa porteresti con te?

- La Bibbia.

- Ed ora donaci un pensiero…

- Ecco un pensiero di “lettura/scrittura” di un po’ di tempo fa:

Capita, a volte, leggendo un brano di trovarti specchiato nella profondità di quel pensiero espresso

dall’autore e di riconoscervi quanto si era agitato nella tua anima attendendo di adagiarsi sul bianco della pagina: proprio perché quel pensiero, collimando col tuo, ha reso più chiara e più forte la profondità di quella intuizione che hai colto dal tuo inconscio, esplorando gli anfratti della tua memoria sensoriale, ed affermandola nel portarla alla luce. E’ però significativo (ed è più che naturale) che ciò avviene dopo, in una verifica a posteriori, e non prima quando potresti lasciartene influenzare, col risultato di una cosa artefatta, mancante di originalità.

E’ una sorta di transfert – comunicazione misteriosa e inconscia della creatività.

 

- Traspare chiaramente dalle tue risposte, una grande personalità, pregna d’amore, d’attenzione verso il prossimo e alle problematiche sociali, arricchita da una profonda sensibilità verso la vita, i sentimenti e i valori che associ a ogni sua singola espressione.

Riconosci l’essenza del sentimento puro negli occhi di un mendicante, di chi soffre ai confini della società, per questa ragione ami la natura nella sua variegata complessità, sapendone cogliere l’attimo e il senso.

Sei un uomo saggio, raccogli nella tua anima, come gemme preziose, le esperienze altrui e ne fai frutto

intrecciandole umilmente alla tue.

Hai la capacità di alleviare il dolore attraverso la poesia, sempre guidato dalla fede che ti fa corazza.

Posso affermare, con certezza, che sei un uomo e un poeta d’Amore, ed è sicuramente per questo che sei riuscito a esprimere ciò che di più bello palpita nel tuo cuore, perfettamente compreso e ammirato da coloro che hanno inteso premiare più volte, e in diverse occasioni, le tue opere, tutte d’elevato spessore emozionale, artistico e lessicale.

 

Come un irradiarsi di cieli

 

chiedere a Dio quella protezione

che il mondo non può dare

 

rifugiarti a quel nido dove

Egli attende come una madre

il suo piccolo perduto

 

nuda allo scoperto

sei creatura nata per la terra

-ma del cielo-

 

dove sempiterna dimora

Compassione

 

Ringrazio di cuore Felice Serino per avermi concesso l’onore di approfondire la conoscenza del suo sconfinato spirito di uomo e poeta, astro d’un cosmo tutto da scoprire e contemplare.

 

Gelsomina Shayra Smaldone

 

*

 

Commenti

 

shayra sei una fantastica intervistatrice.

Sono felice di aver letto di flymoon, vedere il suo volto, queste interviste mi fanno sentire ancora più vicina agli autori.

E’ bello che la fede ti sia così conforto Felice, è bello sentirti dire che la poesia ti ha salvato più volte, è lo stesso per me.

Continua ad essere dei nostri. Questo sito è meraviglioso anche per merito vostro.

patrizia sgura

 

 

davvero bella questa intervista a Felice, un poeta che molti lettori conoscevano fino ad oggi solo attraverso i blog, e che invece nasconde una ricchezza di premi e talento da vendere. Capita sovente che non sapendo chi sia l’autore, non si abbia idea della sua preparazione artistica, del suo bagaglio culturale, e anche dell’età. Ci sono poeti giovani che prima di svelarsi davamo per anziani, o viceversa, quindi secondo me sono davvero utili questi incontri culturali, ampliano il confronto fra le persone, i nostri lettori, e tutti i curiosi che magari scelgono d’isciversi nel nostro bel salotto culturale.

 

Complimenti Shayra, un ottimo lavoro!! E naturalmente complimenti a Felice per il suo eccellente curriculum, siamo onorati di averti fra noi.

Massimo Verrina

 

.

 

Impariamo a conoscere i nostri autori attraverso le loro opere, ma le interviste ci consentono un contatto diretto, nel quale, attraververso le risposte,conosciamo più approfonditamente sia la persona che lo scrittore ( o scrittrice).E’ una grande emozione!

Felice Serino mi ha donato quest’emozione, lo ringrazio di cuore per avermi concesso la possibilità di penetrare nei suoi pensieri oltre che nella sua meravigliosa poesia.

 

Con stima infinita.

Shayra

 

una grande e stupenda intervista che delinea on modo particolare un autore speciale, complimentoni ad entrambi.

Felice Longo

 

Splendida intervista tra frammenti di poesia e vissuti d’Anima

 

Grazie Shay e Felice

Un abbraccio

Lorenzo

 

Eccellente intervista ed eccellente Shayra! Voglio esprimere la mia riconoscenza a MC per aver permesso di farmi conoscere un po’ più a fondo.

Un grande abbraccio! Felice

 

Intervista splendida questa tua Shayra, che mi permette di scoprire un autore a me conosciuto solo attravero i suoi profondi quanto interessanti e bellissimi versi e che invece ora posso “vedere” anche come persona dalle mille sfumature e prospettive di poeta. Un graze ad entrambi e complimenti!

NellAnimaMia

 

Molto bella questa intervista, che sembra fatta davanti ad un camino dove scoppietta allegramente la legna che arde. Più che un’intervista una vera chiacchierata confidenziale dove Felice si apre con tanta semplicità e ci da modo di conoscere la sua persona in maniera più approfondita, visto che fino ad ora era celata dietro al suo nick ed alle sue splendide poesie. L’ho letta con moltissimo piacere e grande interesse.

Complimenti ad entrambi

Patrizia

Patrizia Mezzogori

 

Cara Shayra, è una bellissima intervista quella che ti ha concesso Felice. E mi fa piacere conoscere meglio la persona che si cela dietro il suo nick flymoon, perchè finora il tutto era limitato ai suoi, seppur splendidi, versi.

Complimenti ad entrambi.

 

Dany

 

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GLI AUTORI

 

MICHELA ZANARELLA (intervistata da FELICE SERINO)

 

A che età hai scritto la prima poesia?

 

Mi sono avvicinata alla scrittura poetica non molto tempo fa,

infatti la mia prima poesia risale al 2004, all’età di 24 anni. Ho

sempre letto molto sin dall’infanzia, ma non avrei mai pensato di

riuscire ad esprimermi in versi. Quest’esigenza è nata quasi per

gioco, dopo un tragico episodio, un incidente stradale, che mi ha

letteralmente cambiato e stravolto la vita. E’ stata una sorta di

riscatto alla mia voglia di vivere.

Da allora il mio amore per questa forma di scrittura non è mai

cambiato, anzi si è radicato in me, diventando sempre più concreto.

Scrivere è una necessità dell’anima e della mente.

 

Scrivi di getto o per ispirazione?

 

La maggior parte delle mie poesie nasce d’istinto, non c’è uno

studio particolare del linguaggio e della forma, lascio andare le

emozioni in modo spontaneo.

Le immagini e le metafore che vedo, sono un ciclo di sensazioni che

si integrano tra di loro, fino ad assumere la struttura di versi e

parole.

Ogni simbolo si nutre di me, della mia personalità, della

quotidianità che vivo.

 

Quali poeti preferisci e a chi di essi ti ispiri?

 

Il mio poeta preferito in assoluto è Salvatore Quasimodo.

Sono affascinata dall’essenzialità estrema del suo scrivere. Mi sono

avvicinata alla sua poesia dopo aver ricevuto da un amico un libro

con tutte le sue opere.

Tant’è vero che passo passo ho iniziato ad approfondire con

attenzione la sua tecnica e lo studio sulla parola.

L’ ermetismo che lo caratterizza, il modo uniforme e perfetto di

fare versi, mi ha così coinvolto, da generare in me una sorta di

“dipendenza” al suo stile.

Quasimodo rappresenta una guida necessaria per continuare a

rinnovarmi ed aprire nuovi orizzonti discorsivi.

Non dimentico certo la mia passione per il Decadentismo, movimento

letterario sorto nell’ambiente parigino con un preciso programma

culturale, in cui il poeta diventa “veggente”, raggiunge dimensioni

nuove, vaghe, misteriose.

E Paul Verlaine è il poeta che mi ha fatto scoprire la “poesia

pura”, la poesia svincolata da ogni logica.

 

Da dove nasce la tua passione per lo scrivere?

 

La passione per lo scrivere nasce da un desiderio di esprimere in

libertà il mio amore per la vita. Bisognosa di lasciare una traccia

del mio esistere tra i ricordi del passato, gli attimi del presente,

i sogni del futuro.

Un cambiamento interiore mi ha portato a raccontarmi in versi per

superare le debolezze e le difficoltà di ogni giorno.

 

Cos’è che ti ispira nelle tue poesie? ad esempio, la natura o il

trascendente?

 

La natura ed i sentimenti accompagnano fedelmente la maggior parte

dei miei componimenti. Le radici venete, i luoghi dove ho trascorso

l’adolescenza, i paesaggi provinciali, alimentano costantemente i

testi stabilendo un’intesa particolare tra lessico e ambiente.

E l’amore, l’amore fa sempre da protagonista..

.

Cosa pensi dei concorsi di poesia? E di quelli a pagamento? E delle

recensioni?

 

I concorsi di poesia sono una buona opportunità per mettersi in

gioco con se stessi e con gli altri, un modo per affrontare una

“prova” sulle proprie capacità di scrittura.

Non sempre dietro ad ogni concorso letterario, c’è la serietà giusta.

Di concorsi a pagamento ce ne sono in quantità, sta al poeta

decidere se è giusto o meno dare una quota per la partecipazione.

Personalmente sono più propensa a fare i concorsi gratuiti.

Le recensioni sono un compito abbastanza impegnativo, chi si accinge

a farle, deve cercare di esprimersi in modo completo e critico,

analizzando in modo esaustivo e soddisfacente il libro.

 

E degli e-book che ne pensi?

 

Non sono una grande lettrice di e-book, e forse questo è un limite,

perché comunque credo sia un modo pratico ed efficace per avvicinare

le persone alla lettura.

L’e-book è un veicolo moderno espressivo che consente al lettore una

visione “futurista” della cultura.

 

Leggi più su cartaceo o in rete?

 

Io sono ancora la classica lettrice in cartaceo, che ama andare in

libreria a scegliere con calma, per me è fondamentale annusare la

carta dei libri e toccare con mano la consistenza delle copertine.

 

Pensi che internet sia un buon veicolo per la poesia?

 

Internet è un ottimo veicolo per la poesia, e non solo per la poesia.

Dà spazio e voce a chi vuole proporsi e farsi conoscere in tutti i campi.

Ha un meccanismo veloce di spiegare e illustrare con chiarezza ogni

argomento, per questo penso che al giorno d’oggi Internet sia

indispensabile.

 

Ti fa piacere che ti leggano o scrivi più per te stessa?

 

Mi fa piacere che mi leggano, anche se scrivo principalmente per me

stessa, per sentirmi una persona libera e autentica.

Non voglio prevalere o oscurare gli altri.

 

Cosa ti senti di consigliare a un esordiente nel campo della

scrittura?

 

A chi vuole avvicinarsi a questo mondo direi soltanto di scrivere

con passione, dimostrando la propria umiltà e la voglia di crescita

interiore, senza troppe pretese.

 

Stai preparando qualcosa? Hai opere nel cassetto?

 

Vorrei fare qualche altro libro di poesia, e perché no, più avanti

provare a cimentarmi in qualcosa di diverso, un romanzo è tra i miei

sogni nel cassetto.

 

Quali pubblicazioni hai al tuo attivo?

 

Al mio attivo ho quattro pubblicazioni, tre raccolte poetiche ed un

libro di racconti. Il primo libro “Credo”, ed. MeEdusa, edito nel

2006, il secondo libro “Risvegli”, ed. Nuovi Poeti, edito nel 2008,

il terzo “Vita, infinito, paradisi”, edizioni Stravagario, edito nel

2009 e l’ultimo, la raccolta di racconti “Convivendo con le nuvole”,

edizioni GDS, pubblicato sempre nel 2009, distribuito solo

recentemente.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

 

Per il futuro mi auguro di riuscire a realizzare altri libri di

poesia e di evolvermi in altri generi di scrittura.

 

Grazie per la tua disponibilità!

 

 

***

 

 

Felice Serino (intervistato da Gioia Lomasti) – GLI AUTORI

 

Post in lo scrittore

 

A che età’ hai cominciato a scrivere?

 

Scrivo da autodidatta dall’età di 24 anni, su internet solo dal 2001,

quando, andato in pensione, imparai ad usare il computer.

 

Come scrivi le tue opere? Di getto?

 

No, solo qualche rara volta mi riescono di getto; l’elaborazione di un

testo può durare dai due tre giorni fino a due tre settimane;

qualche poesia in particolare la posso riprendere e rielaborare anche

dopo anni.

 

Qual è la tua atmosfera ideale per la scrittura?

 

La mia atmosfera ideale è generalmente la mattina presto, o anche

appena semi-sveglio, quando qualcosa mi ispira quasi inconsciamente,

come fosse il proseguimento di un sogno.

 

In una parola, cos’è per te la scrittura?

 

Per me la scrittura è come l’aria che respiro; non potrei farne senza; è

esprimere ma mai appieno il mio io interiore.

 

Cosa traspare dalle tue poesie?

 

Dalle mie poesie lascio trasparire sentimenti di amore, di scavo interiore,

di ricerca dell’uomo e del trascendente.

 

Perché, secondo te, la poesia ha minor pubblico rispetto alla narrativa,

tanto da esser considerata di nicchia?

 

La poesia, in linea di massima, è per gli addetti ai lavori, i poeti

leggono i poeti, è quindi un circolo vizioso, senza sbocchi per la

commercializzazione; ma in alcuni paesi non è così, godendo della

giusta considerazione. Forse rispetto alla narrativa è meno

“accessibile”, perché a volte un po’ ostica o ermetica.

 

A tuo parere, cosa occorre per diventare un bravo scrittore?

 

Per essere un bravo scrittore bisogna innanzitutto leggere molto, come

consigliano sempre “i grandi”, e poi avere quel quid del

dire non dire, un pizzico di mistero che rapisce tenendo in sospeso

il fruitore.

 

Hai nuovi progetti in cantiere? Puoi svelarci in esclusiva delle news?

 

I miei progetti? Pubblicare sillogi senza pretese, anche poche copie.

La prossima uscirà a breve per Vitale Editore, Sanremo, e

s’intitola “Lacere trasparenze”. E continuare a espandermi in rete.

 

Ritieni che internet sia un buon strumento di visibilità?

 

Internet offre moltissime possibilità per farsi conoscere; si, è un ottimo

veicolo di diffusione, oggi che i media indiscutibilmente risultano

essere il deus ex machina.

 

Tra poesia e narrativa, cosa scegli e perché?

 

Tra poesia e narrativa scelgo naturalmente la prima, ce l’ ho nel mio dna.

 

Cosa pensi delle pubblicazioni indipendenti che non fanno capo ovviamente

ad una casa editrice ma all’autopubblicazione?

 

Ho scelto l’autopubblicazione per tre mie sillogi, un bel po’ di anni

fa. Credo che sia un mezzo ugualmente efficace se ricevi gratificazioni e buone recensioni.

 

Hai un sogno nel cassetto?

 

Un sogno nel cassetto? In particolare direi nessuno; spero solo di

vivere ancora un po’ di anni per affermarmi di più e perfezionarmi.

 

Grazie per avermi concesso quest’intervista!

 

 

***

 

 

gliautori.it

 

Intervista al gruppo “Lo scrittore”

21 marzo Giornata Mondiale della Poesia

 

Per festeggiarla un’intervista al gruppo “Lo scrittore” a cura di Maristella

Angeli

 

Simone Fieni, Carmela Russo, Monica Iacobbe, Gioia Lomasti, Emanuele Marcuccio, Damiano Oberoffer, Michela Zanarella, Valentina Bellettini, Luigi Gulizia, Cleonìce Parisi, Teresa Di Gaetano, Rocco Chinnici, Maristella Angeli, Felice Serino, Simone Ferrara, Stefania Menegatti

 

Gli autori del gruppo della nostra community “Lo scrittore”, hanno risposto alle

domande che ho posto. Ho chiesto di tenere in considerazione, quanto espresso

dagli scrittori già intervistati.

 

(Domanda a Simone Fieni)

Leggendo le interviste agli autori, quale definizione di “Poesia”, potremmo trarre?

 

Anche se non sono d’accordo con le definizioni, che per natura sono troppo riduttive

e tendono ad escludere le sfumature, credo che hai scritto bene tu: la Poesia è

quella con la “P” maiuscola, un desiderio quasi incontrollabile, più forte di noi, di

prendere un foglio e scrivere versi. Ma è anche Poesia il mettersi a nudo,

confrontarsi con i nostri sentimenti, anche quelli che forse conosciamo meno.

In fondo è una sorta di catarsi, questo ho letto nei nostri autori.

 

(Domanda a Carmela Russo)

Come nasce l’ ispirazione?

 

É una domanda molto complicata perché penso che nessuno sappia come nasce l’

ispirazione, ovvero quale sia quella situazione mentale che può scatenarla, poi

dipende anche da cosa si scrive e perché si scrive, io purtroppo ho iniziato a

scrivere per situazioni familiari molto tristi e la mia ispirazione nasce solo

dalla tristezza, ma si può scrivere anche per gioia spero e spero di poterlo

fare anche io un giorno.

 

(Domanda a Monica Iacobbe)

Credi che siti e blog, favoriscano o sfavoriscano la conoscenza di un autore esordiente?

 

Credo che blog e siti internet non pregiudichino ne’ favoriscano la popolarità

di un autore esordiente. Siamo gocce nel mare, come dice qualcuno, e ciò che un

tempo poteva apparire originale ed efficace, quale strumento di marketing e

visibilità, oggi appare dispersivo e a mio parere poco influente, se pensiamo a

quanti si affaccino a queste finestre e a quanti pochi si soffermino a leggerne

attentamente l’unicità.

Trovo però che sia uno spazio di utile incontro tra autori, per confronti e

stimoli, e che donino dinamismo in un mondo sempre più omologato nella cultura e

nei rapporti.

 

(Domanda a Gioia Lomasti )

Le trasmissioni radiofoniche, favoriscono la conoscenza di un autore e delle sue opere?

 

“Ritengo importante la visibilità anche per quanto concerne la radio.

Essendo anche curatrice di puntate realizzate sotto forma di laboratorio

creativo per autori e cantautori soprattutto emergenti non posso essere che

favorevole a questo genere di promozione per gli autori stessi per dar modo a

loro di presentarsi e di farsi conoscere.

 

(Domanda a Emanuele Marcuccio)

Perché uno scrittore, preferisce scrivere poesie?

 

Penso che uno scrittore preferisca scrivere poesie, come nel mio caso, perché la

poesia è la più profonda forma di comunicazione verbale mai creata dall’uomo per

esprimere i più reconditi sentimenti umani, le più profonde emozioni; la poesia

riesce a portare allo scoperto l’anima, come scrivo in una mia poesia “l’obliato

proprio sé fanciullo”. La poesia riesce a far conoscere se stessi, riesce ad

interrogarci, riesce a farci riflettere, riesce ad emozionarci, riesce a rendere

l’ordinario straordinario e, in qualche maniera, anche a migliorarci, a renderci

più sensibili nei confronti degli altri.

La poesia, infatti, è piacere per gli occhi e per il cuore, qualcosa che ci

meraviglia e ci colma d’interesse, che ci spinge a ricercar nuovi lidi, dove far

approdare questo nostro inquieto nocchiero che è il nostro cuore.

La poesia si nutre di sogni e il poeta non è solo un cultore di sogni ma, sogna,

si emozione e si meraviglia lui stesso; spesso vorrebbe perdersi in quei sogni,

ma deve ritornare alla realtà, alla dura realtà, che usa come filtro e come

ancora per non annegare.

La poesia si nutre anche di musicalità, di armonia tra le parole, senza

necessariamente fare uso della metrica o della rima.

Con tutto il rispetto la narrativa e la prosa in genere, preferisco leggerla e

non scriverla ma, anche nella prosa possiamo trovare della poesia.

Infine, come scrivo in un mio aforisma: “Un poeta non deve mai lasciarsi

condizionare dal marketing, dal consumismo o dalle mode del tempo, la sua

ispirazione non sarebbe più spontanea e sincera, deve bensì lasciar parlare la

propria anima, senza alcun condizionamento”. Quindi, nessuno può dirmi di

scrivere un romanzo, perché ci sarebbero più lettori ma, mancherebbe la cosa più

importante: l’ispirazione.

 

(Domanda a Damiano Oberoffer)

Scuole di scrittura, Agenzie Letterarie, Case Editrici. Quali possibili scelte per un autore?

 

“Un autore che aspiri a diventare scrittore ha già dentro di sé un dono che

altri non hanno o hanno a metà: quello del corretto uso del linguaggio e della

capacità di elaborare e rielaborare a penna un po’ di tutto.

Le scuole di scrittura vanno bene per chi vuole specializzarsi, perfezionarsi.

Altri, invece, preferiscono fare gli autodidatti, con un notevole sforzo, tra

l’altro, però forse più emozionante.

Un autore esordiente, aggiungerei, è meglio se inizia con un libro semplice

edito da una casa editrice “normale”. Andare a cercare le agenzie letterarie,

per carità, va bene tutto, ma a parer mio, si rischia soltanto di allungare la

filiera…

 

(Domanda a Michela Zanarella)

Se avessi una bacchetta magica, quale magia vorresti fare affinché la poesia

riemerga agli alti onori di un tempo?

 

Se avessi una bacchetta magica per portare la poesia agli alti onori di un

tempo, darei uno spazio adeguato a quanti hanno nell’anima e nel cuore qualcosa

da esprimere, creerei dei luoghi nuovi e originali per far conoscere il

linguaggio e la funzione della poesia, soprattutto ai giovani.

Mettere in contatto i bambini con l’universo poetico, credo sia il modo migliore

per reinventare e difendere la scrittura.

Riuscire a unire più generazioni, creando un ambiente semplice e accogliente,

dove si può comunicare esponendo le proprie emozioni, mi sembra una strategia di

sostegno alla cultura.

Portare la poesia, ma non solo la poesia, anche la voglia di vivere tra la

gente, senza trasformarla in “linguaggio da salotto”, richiede un’onestà

intellettuale che può gratificare chi scrive, ma anche chi vuole affrontare una

maturazione personale nella società.

 

(Domanda a Valentina Bellettini)

Le poesie non vendono, così dicono gli editori. Cosa è possibile fare per promuovere la poesia?

 

Non so perché, ma la prima cosa che mi viene in mente è la radio (forse mi ha

colpito l’iniziativa di Gioia Lomasti! Inoltre la radio ha un grande potere

divulgativo); se tra una canzone e l’altra una qualsiasi trasmissione inserisse

una breve poesia, magari con un sottofondo musicale…

 

(Domanda a Luigi Gulizia)

Quali sono le tematiche affrontate dai poeti e dai narratori?

 

Secondo me il tema è assolutamente generale.

Ho scritto anch’io, moltissimo tempo fa, alcune poesie e qualche breve racconto

che, in ogni caso, per quanto mi riguardava, erano comunque legati a

interrogativi esistenziali.

C’è un volume poetico che rappresenta per me una delle espressioni più alte in

questo campo ed è l’”ANTOLOGIA DI SPOON RIVER” di Edgar Lee Masters come ci sono

opere narrative che mi hanno segnato e che appartengono ad Albert Camus, ad

Ernest Hemingway, a Ray Bradbury, a George Orwell.

Credo che l’espressione poetica o narrativa dipenda dalle specificità

individuali e che, in ogni caso, rappresenti una forma più immediata rispetto ad

altre come la saggistica nella quale l’esigenza individuale è quella della

riflessione e dell’analisi.

Ma, in definitiva, poesia, narrativa o saggistica sono comunque il frutto di

personalità umane che, probabilmente, hanno qualche corda vibrante in più che

necessita di esprimere il suono della mente.

Se questa musica risulti più o meno commovente per gli altri è un altro

discorso.

 

(Domanda a Cleonìce Parisi)

Quali possibilità ci sono per un autore esordiente, di diventare maggiormente conosciuto?

 

L’autore esordiente che dell’umiltà ne fa veste, che sulla pazienza investe, che

della costanza ne fa danza e della lungimiranza speranza, per me ha molte

possibilità di divenire un autore di successo. Il successo insegue se stesso, in

un cammino fatto di passi avanti e di passi di arresto, l’uomo modesto il primo

successo lo trova in se stesso, tutto il resto fa da cornice al suo contesto.

 

(Domanda a Teresa Di Gaetano)

Poesia e narrativa, quali elementi differenziano un poeta da un narratore?

 

Be’… il poeta traccia una rapida immagine di una sensazione, di un’emozione che

ha vissuto. Il narratore invece racconta una storia più o meno lunga costellata

di personaggi. Mentre il poeta ha poco spazio da riempire e per lo più uno

spazio fatto di versi e rime, lo scrittore può occupare tutta la pagina e far

proseguire la storia per pagine e pagine.

 

(Domanda a Rocco Chinnici)

Quali esperienze ritieni necessarie per un poeta?

 

Credo che non ci sia una esperienza specifica perché possa permetterti di

scrivere poesie. Intanto, con questa bellissima dote, si nasce, ed è una fortuna

per chi ce l’ha, in quanto riesce ad apprezzare le meraviglie che madre natura

ci dona: dal semplice tramonto, al dolce cantare di un passero in amore… Se poi

si frequenta gente con: gravi problemi di salute e di disabilità varia, allora

il gioco è fatto, perché le sofferenze… anche se degli altri, avendo l’animo

sensibile, ti toccano tantissimo, quindi ecco che arriva quella dannata voglia

di scrivere su di un foglio l’elaborato di ciò che hai vissuto. E comunque

l’importante non è scriverla la poesia, ma saperla vivere tutti i giorni.

 

(Domanda a Maristella Angeli)

Delle interviste, rilasciate dagli autori, che cosa ti ha particolarmente colpito?

 

Ho potuto conoscere, virtualmente, persone davvero stupende, poeti, narratori,

saggisti e un personaggio come Giuseppe Lorin.

Confrontarsi ed “incontrarsi” è, secondo me, fondamentale. Sappiamo che i grandi

letterati s’incontravano e dall’esperienza dell’altro traevano insegnamento,

aderivano a nuovi movimenti e tendenze. Oggi sembra che questo si ritenga meno

importante di un tempo.

Mi viene in mente una poetessa che ad una premiazione espresse il suo parere,

sbandierandolo a tutti i presenti: “Io leggo solo le mie poesie, non voglio

farmi condizionare da quelle degli altri”. Credo che si cresca proprio, con

molta umiltà ma determinazione, nel momento in cui si è “in ascolto”, tenendo

conto che ogni scrittore ha qualcosa che l’altro non ha.

 

(Domanda a Felice Serino)

Quali eventi, incontri, studi o casualità, incidono maggiormente nella vita di un poeta?

 

Casualità, incontri, che possono incidere, positivamente, fino a cambiarti la

vita come nel caso del poeta affermato che ti indirizzi nel vasto mondo della

rete per permetterti di espanderti facendo sempre più nuove conoscenze. O anche

eventi che possono verificarsi nel tuo percorso di scrittore e poeta, come la

scomparsa prematura di un amico poeta appena conosciuto che ti ha arricchito

spiritualmente e culturalmente, o di un altro, più giovane, i cui studi

universitari lo hanno inaridito nella sua vena poetica finché è stato costretto

a tagliare i ponti nei confronti di chi lo frequentava nel campo delle lettere e

della poesia. Sono i casi della vita, con le sue esaltazioni e le sue delusioni.

 

(Domanda a Simone Ferrara)

Quali scelte dovrebbe fare uno scrittore, per procedere positivamente nel suo

percorso letterario?

 

Deve fare scelte coerenti, con un filo logico. L’insensatezza oramai fa parte

del mondo, e un poeta, uno scrittore deve diluire, dimezzare l’insensatezza con

il suo metro di giudizio, con il suo occhio sempre molto attento. Qualsiasi

scelta deve essere dettata anche e soprattutto dal cuore.

 

(Domanda a Stefania Menegatti)

Quali sono i poeti più letti?

 

Pessoa, Hesse, Dickinson, Plath, Woolf, Merini, Sanguineti, ma anche poeti non

istituzionali come De Andrè e Maria Teresa di Calcutta. Ma vi dirò che

ultimamente dedico molto del mio tempo alla lettura di poesie che si trovano

numerosissime sui vari siti, blog e forum che la rete ha fatto fiorire dando

voce a migliaia di signori ‘nessuno’ (come me), e ve ne sono di davvero

straordinarie! C’è un vero e proprio ‘popolo azzurro (così mi piacerebbe

battezzarlo il popolo della poesia, il popolo della cultura, dei valori, della

pace auspicata!) straripante di idee, sentimenti, cultura e buona volontà, che

prima dell’ era web rimaneva nell’ombra, ma che se ora prendesse coscienza di sè

potrebbe essere il cuore pulsante della necessaria e urgente “rivoluzione

culturale” di cui il mondo interno ha tanto bisogno!

Il mio cuore, la mia mente e la mia modesta penna vanno in questa direzione.

Un caro saluto a tutto il “popolo azzurro!!!”.

 

Ringrazio tutti i poeti per la loro disponibilità e simpatia.

 

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